lunedì 20 aprile 2009

Approcci fallimentari/desideri indesiderabili

Lo so, lo so. Sto lì seduto, le braccia conserte. E sono tanto prentenzioso. Sembro dire "dai, muoviti, dimostrami che ti piaccio, che poi ti faccio vedere io... ti invento un mondo nuovo di zecca, su misura, che ti calza addosso a pennello". Ne sarei capace, e mi piace pensare che magari lo hai pure intuito. Ma che brutto atteggiamento, il mio. Penso non dipenda da me, io ne provo praticamente ribrezzo! Saranno schemi comprtamentali distorti, vizi acquisiti negli anni dell'adolescenza nel paese. Si, sono proprio atteggiamenti da femminella di paese. Mi sono del tutto scordato di sorridere, sono tutto preso da questa farsa, e sto dando il peggio di me. Vedi tu in che guai mi vado a cacciare quando mi sento poco self confident. Sto sotto io, e non sai quanto sto rosicando. Però mi divertirebbe sapere che impressione ti ho fatto, e poi prendere e confrontarla con quella di un altro che mi ha conosciuto in un momento diverso. Quando, per lo più per caso, mi è capitato di avere questo genere di riscontri, ne sono uscite fuori versioni del tutto inconciliabili tra loro. E' la gente che tende a categorizzare o io sono del tutto scisso? Questa mia, chiamiamola così, poliedricità da un lato mi spaventa e mi atterrisce, dall'altro mi piace, è la mia risorsa. Una matriosca di contraddizioni, la mia coscienza. Cocci sparsi in cerca di collante (e trovarlo spetta solo a me, ma questo è un altro discorso). Però vorrei incontrare qualcuno che mi rendesse le infinite possibilità di essere, oppure, se non quelle infinite, quelle quattro o cinque che potrebbero bastarmi per non soffocare.
Nel frattempo, ripensandoci, è vero che sto aspettando che tu mi faccia capire che ti piaccio (e tanto, s'intende), solo mi vergogno di me, che in questa condizione resto del tutto passivo e inibito.

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