"Oh, caro dolce roseo irraggiungibile desiderio... la mia unica rosa stasera, è il dono della mia nudità" (Allen Ginzberg)
Se la mia penna avesse l'essenza magica della polvere fenice, perchè stasera ho voglia, Signori e Signore, di fare pubblica esibizione e sfoggio dei miei contorcimenti emotivi.
Se riuscissi a dare alle parole toni forti come urlo di grancassa, se potessero arrivare a Voi come il frastuono di una banda.
Invece sono, per inettitudine più che altro, delicato e oscuro come un Haiku giapponese.
Anche così, non faccio che girarci intorno: la verità è che non conosco ciò di cui sto parlando. Le emozioni affondano le proprie radici nel più profondo inconsio, ma ciò che mi scuote visibilmente sono solo i rami più distali di quell'albero che ondeggia al vento.
Se solo avessi più fantasia, più energia, per combinare le lettere dell'alfabeto, e invetare parole e frasi per parlare di esse.
Ma stasera ho voglia, tanta voglia. Di mantenere fede ad una promessa che ho fatto a me stesso mesi, forse anni fa. Di ritrovare le forze, perchè è il momento, e dismettere i panni mesti e stretti che mi sono lasciato indosso ultimamente.
Ancora tu, arcigna e sadica immaginetta, mi vuoi morto. Mi vuoi pegno per la tua vanità.
Vuoi quelle foto, perchè c'eravamo tanto amati. Quelle foto maledette in cui mi vedo bello e giovane, come già non lo ero al tempo in cui me le hai scattate. Vuoi ricordarmi che se il mio corpo nudo risplende in esse di luce di stella, è perchè tu me le hai scattate con amore. E' perchè tu mi vedevi così. Ma al tuo amore non credo, fottuto manichino.
Nessun commento:
Posta un commento